Viviamo in un tempo in cui il dono ha perso il suo valore originario e l’attesa sembra un fastidio da evitare. Un dono per Lucia è un invito poetico a rallentare, a sottrarsi anche solo per un attimo alla frenesia del correre, per ritrovare il significato più profondo del tempo e dell’attesa.
Il protagonista della storia è Leo, un giovane corriere intrappolato nella routine incessante di Mamma Lepre, una grande azienda di spedizioni che non si ferma mai. Nemmeno durante le festività. La mattina della vigilia di Santa Lucia, mentre Leo cerca di lavorare come sempre, un piccolo pacchetto bianco cade nella sua pila di scatoloni. Ha un’unica, enigmatica destinazione: “Per Santa Lucia”.
Da lì inizia un viaggio imprevisto, senza orologio e senza mappe, in cui Leo si troverà a interrogarsi su ciò che ha dimenticato: l’infanzia, la lentezza, il profumo dei mandarini, la gioia di aspettare.
Un angelo custode laico (presenza concreta, talvolta ironica ma sempre protettiva) accompagna Leo nel suo percorso, guidandolo verso l’incontro con strani personaggi, ognuno dei quali porta con sé una piccola scoperta. Non un viaggio verso la redenzione, ma un percorso di ritorno: alla lentezza, al ricordo, a un tempo sano.
Lo spettacolo esplora con delicatezza e ironia il nostro rapporto con il tempo e con la memoria. Attraverso una drammaturgia che intreccia realtà e sogno si contrappone la produttività al desiderio, l’efficienza alla cura, il dovere di correre al diritto di respirare.
Un dono per Lucia è anche un omaggio laico e luminoso al rito dell’attesa di Santa Lucia, una delle tradizioni più vive e poetiche del territorio di Bergamo. Con pochi elementi scenici, una messa in scena coinvolgente e un uso evocativo della luce, della musica e degli oggetti, lo spettacolo parla a grandi e piccoli con la stessa intensità.
Perché la vera magia si rivela a chi ha il coraggio di fermarsi, e di ricordare.