di Tiziano Manzini
con Walter Maconi e Yuri Plebani/Luca Giudici
musiche tratte dall’opera di Glenn Miller e Benny Goodman
luci Carlo Villa
realizzazione scene Graziano Venturuzzo
costumi di Emanuela Palazzi realizzati da Marilena Burini
staff tecnico Carlo Villa Graziano Venturuzzo Max Giavazzi
regia Tiziano Manzini
Quando si lavora con i bambini si apprendono da loro modi di vedere e di
sentire. Questo spettacolo, come già molti creati da Tiziano Manzini,
avrà
nello sguardo dei bambini verso il mondo, il punto focale del lavoro. È uno
spettacolo che vuole recuperare il lavoro svolto in tanti anni di contatto
diretto con il mondo infantile senza esserne un freddo osservatore ma
giocando, dialogando e divertendosi con loro.
Forse, molto semplicemente, questo spettacolo nasce da 20 anni di “lavoro
al
CUBO” con i bambini!
Fascia d’età: dai 3 agli 10 anni.
Durata: 55 minuti circa
Nel corso degli ultimi quindici anni un piccolo cubo di
gommapiuma è stato
l’oggetto simbolico che ho spesso utilizzato negli incontri dedicati
al gioco del “facciamo finta che …” con i bambini. Certo
i classici bastoni, cerchi e stoffe
possono essere più immediati. Forse anche più limitati. Un cubo
di gommapiuma
può allo stesso modo diventare cavallo, spada o volante (e con molta
più
sicurezza!). Ma può diventare anche palla e scatenare l’energia
dei bambini
liberandola nella scoperta dello spazio. E anche la pancia della mamma; e poi
il
bambino che nasce. O la gobba del cammello. Permette di sperimentare giochi
d’equilibrio trasformandolo in un cappello, oppure in una sedia a dondolo… Se
poi
i cubi di gommapiuma sono tanti ecco allora avanzare prepotente la voglia del
gioco delle costruzioni: torri, strade, ostacoli e castelli.
In scena due personaggi che giocano e attraverso il gioco imparano a conoscere
ciò
che sta loro intorno..
Questa è la storia dell’incontro di UNO e L’ALTRO.
Tutti e due entrano in uno strano mondo fatto solo di cubi.
Cubi grandi, cubi piccoli, cubi grigi, cubi rosa, cubi gialli, cubi azzurri…
UNO ha due occhi, un naso, due mani: guarda, odora e tocca quei cubi che per
lui
sono solo cubi, nient’altro.
L’ALTRO ha due occhi, un naso, due mani e… qualcosa di speciale:
guarda, odora
e tocca quei cubi… ed ecco apparire da semplici cubi un intero mondo,
dentro il
quale pian piano coinvolge anche UNO!
CUBO. SEDIA. MOLLA. CAVALLO. AUTOMOBILE. SPUGNA. CAPPELLO.
Ma anche SASSO. MURO. CASTELLO. CANNONE. GUERRA. PACE.
E ancora PANCIA. BAMBINO. VENTAGLIO. TROTTOLA. TAVOLO. AMICO.
TRENO. PALLONCINO.
Perché un cubo può diventare uno sgabello per sedersi a parlare
ma anche un muro
che divide come nelle guerre. E sotto una maglietta può essere la pancia
di una
mamma e sopra la testa un cappello, o un palloncino che ti porta in giro per
guardare tutto il mondo!