assassinio nella cattedrale
di thomas s. eliot
 

con Lisa Ferrari, Tiziano Manzini – attori
ensemble musicale da camera diretto dal M° Fabio Piazzalunga
Fabio Piazzalunga: pianoforte
Sandro Massazza: contrabbasso
Gabriella Mazza-Simonetta Bruzzone-Giovanni Guerini: coro 
scena Graziano Venturuzzo
autore delle luci Carlo Villa
riduzione e regia Lisa Ferrari

Il testo “Assassinio nella Cattedrale” di Thomas Eliot è universalmente noto, è stato più volte messo in scena e non ha bisogno di commenti.

L’operazione che si intende intraprendere è quella di dare nuova vitalità e senso al linguaggio poetico di Eliot, farne sentire il fascino, far comprendere sì l’intrico delle situazioni drammatiche presenti nella vicenda dell’Arcivescovo di Canterbury, ma concentrare l’attenzione sul potenziale emotivo ed evocativo delle parole scritte.

A tal fine vogliamo rendere questo testo attraverso una formula mista fra rappresentazione tradizionalmente intesa e scandagliamento della parola anche attraverso un particolare sviluppo della tecnica della lettura, nella convinzione che la lettura ad alta voce possa cogliere nella sua essenza il messaggio dell’autore ed evidenziare la bellezza delle parole con cui egli lo porge. Sempre a tal fine, abbiamo individuato nella presenza della musica dal vivo, che non solo “accompagna” gli attori ma assume un intrigante protagonismo, un elemento che vivifica ancor più le potenzialità emotive del testo.

La riduzione del testo di Eliot si è snodata nei seguenti quadri:
1) il ritorno in Inghilterra dell’Arcivescovo Thomas Becket dall’esilio
2) le tentazioni che lo stesso subisce
3) l’omelia di Natale dell’Arcivescovo
4) il suo assassinio
5) la giustificazione degli assassini
il tutto commentato dai cori delle donne di Canterbury.

In questo modo si mantiene lo sviluppo narrativo della vicenda -senza che i “tagli” siano percepiti- e la scorrevolezza così ottenuta permette di concentrare l’attenzione su di un ascolto intenso delle parole e della musica che le accompagna.

Sarà dunque il suono delle voci e degli strumenti musicali a comunicare il dramma interiore dell’Arcivescovo, in lotta con i suoi antagonisti esterni (il re che lo farà uccidere presso l’altare della Cattedrale per avergli negato un ossequio superiore a quello per la Chiesa) ma lacerato soprattutto dal dissidio con se stesso, con le tentazioni, con il dubbio che la sua affermazione eroica, la sua stessa sete di martirio fossero ambizione e peccato.

I suoni placheranno il tormento del dubbio nella grandiosa predica di Natale.
Sempre attraverso i suoni, arriveranno potenti ed incisivi i sentimenti delle semplici donne di Canterbury, spaventate dall’eroismo dell’Arcivescovo, le insinuazioni inquietanti dei tentatori, le violenze verbali dei cavalieri assassini.

Una sorta di concerto per musica e voci recitanti, al servizio della poesia.




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